fbpx
Vita da gatto by Annika Creations
Blog

Vita da gatto

Alzi la mano chi non gioisce quando il tuo gatto sale sulle ginocchia e fa le fusa… Alzi le mani chi possiede un gatto e non ha mai pubblicato una foto sui social…
Avere un gatto è una piccola gioia che dà tanta soddisfazione, più del pane e salame e della coca-cola. Quando rientri a casa e la testa è subito occupata dal pensiero del bucato da stendere o “cosa cucino per cena?” O…o… Arriva lui in punta di zampe, che ti ha sentito entrare destandosi dal suo sonno, ti saluta con un dolce miagolio e si struscia intorno alle tue gambe facendo le fusa più forte che può…che dire? Irresistibile! Molli tutto, lo prendi, lo coccoli e fai subito pace col mondo; per non parlare di quando sei sul divano e lui sale infilandosi sotto la copertina per poi cominciare la nenia del Ron Ron.

Il gatto è una sorpresa continua, quando meno te lo aspetti compare come un velluto uscendo, per esempio, da un armadio dimenticato aperto; lo si trova accoccolato nel cesto della biancheria o in una scatola di cartone. Il gatto è un supervisor eccellente grazie alla sua innata curiosità: sa perfettamente ciò che succede in una casa, le novità che deve subito riconoscere col suo infallibile olfatto, chi arriva, chi va, persone sconosciute, gatti estranei e presenze sospette in generale, sa sempre quello che vuole, a chi ubbidire e chi corrompere, individua nascondigli perfetti per sentirsi al sicuro e basta a se stesso.

E’ sgamato come un adolescente, ogni occasione è buona per provarci, purtroppo non sempre i conti gli tornano… ma in fondo chissene, sarà per la prossima volta! Il gatto modula il miagolio in base alle situazioni, esattamente come fanno gli umani con la voce, un miagolio per ogni esigenza: quando ringrazia, quando ha fame, quando litiga, quando ha cacciato, quando cerca qualcuno, quando vuole uscire.

Il gatto tiene davvero compagnia, accarezzarlo favorisce e la produzione di endorfine, quindi il rilassamento, scaccia la solitudine, restituendo quella gratificante sensazione del piacere reciproco che lui manifesta con le fusa e che io chiamo amore. Il cerchio si chiude e il gioco è fatto.
Avete presente quando qualcuno che ci vede molto tristi domanda: “cos’è successo, ti è morto il gatto?” perché la morte del gatto è come la fine di un grande amore, fa soffrire.

Il gatto non pretende niente, semmai chiede e accetta la realtà finché non lede se stesso, non vuole cambiare niente e nessuno perché possiede l’arte del vivere felino: la capacità di adattamento.
Guardo i nostri gatti che sono 3, fanno parte della famiglia e hanno acquisito abitudini impostate da noi, anche se resta inviolata la loro identità felina, che invidio, perché sanno prendere le giuste distanze senza il bisogno continuo di conferme.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Segui il blog

Get the latest posts delivered to your mailbox: